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Borghi lucchesi
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I borghi di Lucca
Pag.1 Antraccoli   Aquilea   Arliano   Brancoli e i suoi paesi
Pag.2 Arsina  Balbano  Cappella  Carignano  Castagnori  Cerasomma (Castel Passerino)  Chiatri  Ciciana  Formentale  Gattaiola
Pag.4
Pieve S.Stefano   Ponte S.Pietro   Pozzuolo   Saltocchio   S.Alessio   S.Cassiano di Moriano   S.Cassiano a Vico   S.Concordio in Contrada
Pag.5 Mutigliano    Nave    Nozzano    Castello di Nozzano    Nozzano    S.Pietro    Piazzano    Picciorana     Pontetetto   S.Concordio di Moriano
Pag.6 S.Anna   S.Donato   S.Filippo   S.Lorenzo a Vaccoli   S.Macario in Piano   S.Martino in Vignale   S.Michele in Escheto   S.Pietro a Vico   S.Vito
Pag.7
Piaggione   S.Marco   S.Maria a Colle   S.Maria del Giudice   S.Michele e S.Lorenzo di Moriano   S.Pancrazio
Pag.8
Ponte a Moriano   S.Quirico di Moriano   Sorbano del Giudice e Sorbano del Vescovo   Stabbiano   Tempagnano   Torre   Tramonte   Vallebuia
 
   
Pag.3
Fagnano   Farneta   Gugliano   Maggiano   Massa Pisana   Mastiano   Meati   Monte S.Quirico   Montuolo   Mugnano

 

Fagnano
Fagnano
Fagnano da “Fundus Favonianus” (terre della famiglia favonia), poi evolutosi in “Faugnano” e “Fanianum”, ha origine da un casale romano nominato già in una pergamena dell’864, nella quale il 2 luglio di quell’anno il Vescovo Gherardo cambiò 5 pezzi di terra (vigne) della chiesa di S.Prospero (Antraccoli) posti in Massaciuccoli, con 5 terreni locati in “Flesso”(Montuolo).
La sua chiesa originaria intitolata a S.Maria ad Martyres posta alle “Casacce”, dipendeva dall’antico romitorio agostiniano denominato anche “Lupocavo” o “Rupe Cava”, in seguito venne costruita una nuova chiesa, che nel 1848 per le sue pessime condizioni fu necessario demolire e ricostruire, verrà riconsacrata nel 1858.
Dal 1505 al 1917, la nuova chiesa intitolata a S.Maria Assunta, rimase sottoposta ai Canonici di S.Michele in Foro,
 
 
Farneta
Farneta
Farneta, antica borgata medievale già citata in documenti del 768 e 771 diventò famosa per la sua Certosa, una delle prime in Toscana, fondata nel 1340 in seguito a una donazione di Gardo Bartolomeo Aldebrandi e consacrata nel 1358, nel settembre del 1944 la Certosa visse una delle pagine più tragiche della sua storia, dodici Padri per rappresaglia vennero barbaramente trucidati dai tedeschi, al suo interno è da segnalare la pietra tombale del XIV secolo di Nicoloso Aldebrandi della scuola dell’Orcagna.
La sua chiesa intitolata a S.Lorenzo, venne edificata intorno al XII secolo sopra un'altura poco distante dal borgo e ricostruita nel 1862.
 
Altre foto
La Certosa di Farneta N°1 - N°2
Gugliano
GuglianoGugliano da “Jullianum” o “Julianum”, piccolo borgo collinare del “morianese”, che sorse intorno ad un casale e a una piccola chiesa dedicata a S.Stefano, anche se in una pergamena datata 817, in loco “Juliano” viene nominata la chiesa dei SS.Martino e Giorgio, appartenente alla diocesi di Lucca, mentre nel catalogo delle chiese della diocesi di Lucca del 1260 viene citata con il suo nome “S.Stefano di Gulliano”

 

Maggiano
MaggianoMaggiano è un borgo collinare lungo la via Sarzanese dalle origini forse pre-romane (Liguri o Etrusche), anche se nei pressi del borgo si trova la Buca Tana, usata sul finire del neolitico come luogo di sepoltura.
Fino al 1200 la sua comunità ricoprì un ruolo importante e florido, l’attuale chiesa oggi dedicata a S.Andrea (forse intitolata allo Spirito Santo alla sua edificazione 1311), venne riedificata nel 1897 sopra la precedente struttura, nel XV secolo la troviamo citata in un documento, all’interno del quale le sue rendite risultano trasferite al monastero di Fregionaia, per ordine di Papa Giulio II.

 

Massa Pisana
Massa PisanaMassa Pisana fin dal medioevo, venne scelta dai nobili e signori di Lucca come luogo ideale per costruire le loro ville, nel XIV secolo Castruccio Castracane vi costruì la sua residenza in campagna (l’attuale Villa della Principessa) e nei secoli successivi sono da segnalare le ville: Bernardini (poi Pagni XVI sec.), Pagliai (costruita dal Civitali nel XVI sec.), Antognoli (poi Lazzareschi XVII sec.) e Cheli (XVII sec.).
Alla caduta della Repubblica di Luca (1799), il Governo Provvisorio inserì il borgo nella Vicaria di Capannoni, poi successivamente con la riforma di Giuseppe Welklein 4 ottobre 1815, entrò a far parte del comune di Lucca
La sua chiesa di S.Ambrogio, citata per la prima volta in una pergamena del IX secolo, venne ristrutturata completamente nel 1911.

 

Mastiano
MastianoMastiano è un borgo sparpagliato sopra una collina del “Morianese” , la sua chiesa parrocchiale un tempo diversamente orientata, intitolata a S.Andrea ne rappresenta il centro ideale. Il paese di Mastiano è probabilmente di origine Romane alcune tracce (un pozzo di marmo) di antichi insediamenti Romani sono state rinvenute nella località “Mammoli” presso la sua chiesa di S.Ginese.
Altre foto:   Mastiano N°1 - N°2

 

Meati
MeatiMeati (da Meatum o Meata), borgata probabilmente di origine Longobarda situata presso il confine pisano, come la sua chiesa intitolata a S.Michele (l’angelo guerriero venerato dai Longobardi), che venne ampliata nel secolo scorso, dell’antica struttura oggi rimane solo la facciata

 

Monte S.Quirico
Monte S.QuiricoL’origine del borgo, conosciuto all’inizio come “Monticello” e successivamente come “Monsanquilici” si perde nella notte dei tempi, Monte S.Quirico viene citato per la prima volta all’interno di una pergamena datata 767 e alcuni anni dopo nel 788 viene menzionata anche la sua chiesa intitolata a S.Quirico.
Nel XIV secolo Monte S.Quirico conobbe il periodo più nero della sua storia, nel 1341 i Pisani assediarono Lucca governata in quel periodo dagli Scaligeri, che nel frattempo riuscirono a vendere la città assediata ai Fiorentini, il 25 settembre 1341 le milizie fiorentine attaccarono i Pisani sconfiggendoli, alcuni giorni dopo l’esercito pisano si riorganizzò e diede battaglia ai Fiorentini, in quei giorni di dura battaglia intorno a Monte S.Quirico l’antico ponte del borgo venne distrutto dai Fiorentini sconfitti e in fuga.
Nell’agosto del 1430 nel borgo si accampò lo Sforza con le sue soldatesche e la notte del 15 agosto con l’aiuto di due nobili Lucchesi, Piero Cenami e Lorenzo Buonvisi entrò in città e pose fine alla signoria di Paolo Guinigi.
Il territorio del borgo dopo una serie di bonifiche volute dal Vescovo Anselmo I, restò patrimonio vescovile fino al XIV secolo, dopodiché come spesso accadeva in quei secoli finì in mano a poche famiglie, che l’utilizzarono principalmente per costruirci le loro ville, fra le quali citiamo, Villa Civitali poi Morriconi XVI sec. (ospitò Matteo Civitali), Villa Buonvisi XVI sec. (la sua cappella venne affrescata con scene rappresentanti l’intera leggenda del Volto Santo) e Villa Paolina (poi Pardini), costruita dai Balbani venne ampliata nel XVIII sec. dagli Arnolfini e nel 1822 Paolina Bonaparte la ristrutturò (rendendola più francese).Il fiume Serchio a Monte S.Quirico
L’antico ponte di Monte S.Quirico, fin dai tempi antichi ricoprì un ruolo importante nella rete viaria Lucchese (la strada che lo attraversava proveniente dalla Valfreddana, collegava la città con Camaiore e Luni), ma nel corso della sua storia fu ricostruito più di una volta, dopo la distruzione da parte dei Fiorentini (1341) in seguito a diversi danneggiamenti venne ristrutturato negli anni 1346, 1352 e 1360, nel 1370 fu ricostruito nuovamente come avvenne anche nel 1536, successivamente nel 1598 una piena del Serchio portò via l’arcata maggiore che venne ricostruita prima di legno e poi in pietra (1641). La piena del Serchio lo distrusse altre due volte, nel 1786 e nell’infausto 1812, dopo quest’ultimo crollo il fiume per ben due anni fu possibile attraversarlo solo con la barca, poi nel 1814 venne ultimato un ponte provvisorio in legno e due anni dopo fu riedificato in pietra, un secolo dopo durante l’ultimo conflitto il ponte subì un’altro crollo nel 1944 i tedeschi lo fecero saltare in aria (troverà la pace questo ponte?).
La chiesa del borgo intitolata a S.Quirico fu riedificata e riconsacrata nel 1061 dal Vescovo Anselmo I lo stesso giorno che gli venne comunicata la sua elezione a Pontefice, nel 1518 Leone XI la pose sotto i Canonici di S.Michele e nel 1889 con una serie di ristrutturazioni gli venne data l’attuale fisionomia.
Altre foto:     Monte S.Quirico  N°1 - N°2
Montuolo
MontuoloMontuolo è un borgo molto antico, chiamato in origine “Flexo” per il gomito formato in loco dal canale Ozzeri (realizzato da S.Frediano durante i suoi lavori di sistemazione delle vari  ramificazioni del fiume Auser), prima di immettersi nel ramo principale dell’Auser (Auserclum - Serchio).
Le prime notizie del borgo, le troviamo all’interno di alcuni atti notarili dell’VIII secolo, nei quali la località “Flexo”, appartenente alla sua chiesa (elevata a “Pieve” prima del Mille), viene indicata come zona fertile e ben coltivata, intorno al Mille il piccolo monticello (l’area fortificata del borgo) posto a levante della chiesa, chiamato “Mons Joli” prese il mone di “Montiolo” (che diventerà in seguito Montuolo), come risulta da un atto di vendita di una vigna “In Loco et Finibus Montiolo” e dal racconto di una “cronaca pisana” del 1164, nella quale viene confermata l’esistenza in loco di una fortificazione lucchese, in seguito nel XV secolo il mone Montuolo si estenderà anche al borgo.
I lucchesi in epoca medievale, considerarono Montuolo un punto cardine per la difesa della loro città e nei suoi pressi, vi innalzarono un secondo castello di rinforzo “Castel Passerino” distrutto in seguito da Uguccione della Faggiola nel 1313 e dai fiorentini nel 1336.
Dopo la battaglia di Montaperti (1260) fra guelfi e ghibellini, i pisani scontenti dagli accordi di pace stipulati fra Re Maifredi e i lucchesi, continuarono la guerra con Lucca impadronendosi del Castello di Montuolo, che venne liberato alcuni anni dopo grazie anche agli aiuti pervenuti da Firenze, ma nel 1342 con il trattato di pace firmato il 20 giugno fra lucchesi e fiorentini (dopo un’ennesima guerra), il castello di Montuolo (e Lucca) finì nuovamente sotto il dominio di Pisa, “servitù babilonese” come fu chiamata allora, che terminò dopo varie peripezie l’8 aprile 1369 grazie a Carlo IV di Lussemburgo.
La sua chiesa, detta in origine “Pieve di Flesso” dedicata a S.Martino e in seguito ai Santi Martino e Giovanni, nell’Elenco degli Estimi della diocesi di Lucca del 1260 nonostante le sue 9 chiese e i suoi due Romitori, risulta essere fra le Pievi più povere del distretto lucchese, dell’antica struttura oggi rimangono solo poche tracce (mura lato nord), a causa dei numerosi interventi di ristrutturazione, che ha subito nel corso dei secoli (l’ultimo fra i quali effettuato dall’ingegner Cervelli nel XIX secolo).
Altre foto:     Montuolo  N°1 - N°2 - N°3             la Pieve
Mugnano
Mugnano - Chiesa di S.Michele Di Mugnano ci sono pervenute poche notizie, nonostante le sue origini le possiamo far risalire all’epoca tardo-romana, la sua chiesa intitolata a S.Michele “l’angelo guerriero” venerato dai Longobardi, confermerebbe una sua esistenza già negli anni successivi alla caduta dell’Impero Romano D’Occidente.
Sorto probabilmente su un isolotto del fiume Auser (il Serchio nel suo antico percorso), venne semidistrutto nel 1336 dai Fiorentini in lotta con gli Scaligeri nuovi “padroni” di Lucca (con Mastino della Scala), succeduti alla Signoria dei Rossi in uno dei peggior momenti della storia di Lucca, messa in quel periodo alla merce del miglior offerente.

 

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