Home
Borghi
Storia
Rievocazioni
Turismo
Cucina
Erboristeria
Cultura

 

Pievi romaniche

 

Le Pievi romaniche della provincia di Lucca legate a S.Frediano
Pagina 2
S.Pantaleone
(Pieve a Elici)
S.Gennaro
(San Gennaro)
S.Paolo
(Pieve San Paolo)
 
 

 

 
Le Pievi romaniche
della provincia di Lucca
legate a S.Frediano
(Diocesi di Lucca e Pisa)
 
Pagina 1
S.Maria Assunta
(Diecimo)
S.Giorgio
(Brancoli)
S.Jacopo
(Gallicano
S.Maria
(Loppia)
S.Giovanni
(Pieve Fosciana)
S.Pietro (
S.Piero in Campo)
S.Paolo
(Vico Pancellorum)
 
 
 
Pagina 2
 S.Pantaleone
(Pieve a Elici)
S.Gennaro
(S.Gennaro)
S.Paolo
(Pieve San Paolo)
 
 
 
 
 
 
 
 
Pievi romaniche della provincia di Lucca
(Diocesi di Lucca e Pisa)
 
Pagina 1
S.Martino
(Azzano)
SS.Quirico e Giuditta (Casabasciana)
S.Michele arcangelo
(Corsanico)
SS.Martino e Giovanni
Detta Pieve di Flesso
(Montuolo)
SS.Giovanni e Maria
Detta di Massa Pisana
(S.Maria del Giudice)
S.Pietro
(Valdottavo)
 
 
 
 
 
Pieve di S.Pantaleone (Pieve a Elici)
Pieve di S.Pantaleone di Pieve a EliciLa storia della Pieve di S.Pantaleone, inizia ai primi albori del cristianesimo in lucchesia, nella tradizione popolare lucchese, non a caso viene considerata una delle 28 Pievi di S.Frediano (VI secolo), anche se alcuni storici ipotizzano una sua fondazione intorno al IV – V secolo, con il dilagare del cristianesimo nelle campagne, per la sua edificazione fu scelto un piccolo colle, facilmente raggiungibile da tre antiche vie versiliesi la via Aurelia, la via Francigena e la via Traversaria, che ancora oggi sotto diversi nomi la circondano e soprattutto permettono di ammirare per un lungo tratto della Versilia, la maestosità della sua mole, messa in risalto dal colore tipico delle sue pietre, in contrasto col verde degli oliveti che la circondano e che nel corso dei secoli hanno sostituito i boschi di lecci (Ilex– Ilicis) dai quali prese il nome il luogo, Pieve a Elici (Plebes ad Ilicem). Come già detto la fondazione della Pieve, i lucchesi l’attribuiscono a S.Frediano (VI sec.), monaco Irlandese che visse da eremita nei monti Pisani, eremita che i lucchesi per acclamazione popolare prima scelsero come Vescovo di Lucca e poi come Santo, fondatore o no comunque a lui viene attribuita la costruzione della prima fabbrica dell’attuale Pieve, inizialmente intitolata a S.Ambrogio, come conferma il primo documento (862) nel quale viene citata la Pieve di Elici, mentre in un documento successivo del 984 a S.Ambrogio risulta affiancato a S.Giovanni Battista.
Dopo il Mille con il Marchesato di Matilde di Canossa, la Pieve dei Santi Ambrogio e Battista forse danneggiata da un incursione Saracena o più semplicemente per essere ampliata, venne ricostruita dalla Contessa Matilde e secondo lo storico G.Lera trasformata a tre navate, ipotesi in contrasto con gli studi del Dinelli che rimandano la trasformazione a tre navate all’ultima ricostruzione avvenuta nel XIII secolo, in seguito alla quale potrebbe essere stata riconsacrata a S.Pantaleone, cambiamento che in un documento del 1233 risulta già avvenuto, come si può notare la Pieve di S.Pantaleone, una delle più antiche di Lucca, ha una storia iniziale ingarbugliata e piena di incertezze, che in un certo senso la rende più affascinante delle altre.
Oggi la Pieve grazie a due restauri avvenuti nel 1906 e nel 1961 ha ritrovato il suo antico splendore, i lavori eseguiti con cura, hanno ridato lucentezza ai pochi ornamenti presenti all’interno, che in questo caso non hanno stravolto più di tanto l’antica tradizione delle Pievi Romaniche che le voleva nude e spoglie, fra le poche opere d’arte che nel corso dei secoli sono state aggiunte al suo interno e che oggi colpisce il visitatore appena entra figura lo splendido altare marmoreo attribuito agli scultori Francesco e Leonardo Riccomanno di Pietrasanta, commissionato nel 1470 dal Pievano Spinetta de Nobili.
 
Altre foto:    Pieve N°1 - N°2 - N°3 - N°4 - N°5            Vasca Battesimale XIII sec.             Altare marmoreo
 
Pieve S. Gennaro (San Gennaro)
Pieve di San GennaroLe origini della Pieve di S.Gennaro, citata nel famoso elenco delle Pievi fondate da S.Frediano nel VI secolo, fino ad oggi sono sconosciute, nessun documento ci conferma l’avvenuta fondazione da parte di Frediano, purtroppo nel famoso elenco, vengono citate anche alcune chiese ben più antiche e che probabilmente, lui ha solo ricostruito, il primo documento che attesta l’esistenza della chiesa lo troviamo solo nell’873, non con l’attuale titolo, ma come “Plebes Sancti Ianuarii de Asilattia”, mentre in un documento del 980, citato nelle Memorie Lucchesi, che tratta alcuni beni dati in allivellamento, dal Vescovo Guido al fratello Donnuccio e ad altre persone, la Pieve viene citata con il titolo di S.Gennaro “in loco Asilatti” presso Petrognano, in questo raro documento, vengono citate anche le 19 “Ville”, che in quel periodo furono sottoposte alla Pieve, la lista comprende: Casule, Celle, Fabbrica, Flabbiano, Fontanula, Glaretulo, Lama, Lamula, Laviano, Liccio, Lognano, Mortito, Petroniano, Salcini, Sexantula, Tribbio, Tufolo (Tofari), Valle e Vigna Morelli, attualmente, la Pievania comprende solo le due chiese parrocchiali di S.Pietro di Petrognano e di S.Maria Assunta di Tofori.
L’attuale fabbrica, edificata probabilmente nell’XI secolo, subì fino al XIII secolo diversi lavori di ristrutturazioni, effettuati in alcuni casi senza seguire un preciso disegno, come è avvenuto con la realizzazione delle due navate laterali, decorate esternamente ed internamente con elementi di diversa fattura, la navata più antica e la più decorata, è quella rivolta verso la borgata detta il Castello (a nord), le sue colonne leggermente bombate al centro, sorreggono dei capitelli decorati da numerosi disegni, che seguono prevalentemente linee geometriche, mentre nell’altra navata, quella rivolta verso il Borgo (sud), le colonne e gli stessi capitelli seguono linee più lineari e slanciate (in stile corinzio), che indicano periodi diversi di realizzazione e anche di uno stile diverso che può esser dovuto, anche dal cambio delle maestranze, in questa navata, in epoca imprecisata venne spostato anche il pulpito marmoreo, che il Maestro Filippo nel 1162 realizzò e collocò di fianco all’altare, il pulpito nel corso della sua storia subì anche diversi interventi di restauro, ma il più importante venne effettuato alla fine del XVIII secolo, quando furono riprodotti (con stile diverso) alcuni pannelli intarsiati della Cassa (solo due degli originali sono arrivati a nostri giorni), la scultura più importante del pulpito, il reggi leggio, posto al centro del lato frontale e raffigurante la figura mitologica del Tetramorfo (che racchiude 4 elementi), conosciuta già in epoca babilonese e riportata anche nel libro dell’Apocalisse e del Nuovo Testamento, è uno dei pochi elementi che non ha subito modifiche
Fra in XV e il XVI secolo, la chiesa venne abbellita con una serie di opere d’arte di notevole pregio, e alla fine del 1700 e del 1800, al suo interno vennero eseguiti altri lavori di ristrutturazione.
Altre foto:
Facciata  N°1 - N°2 - N°3 - N°4 - N°5                          Pulpito - N°1 - N°2 - N°3
Navata nord  capitelli N°1 - N°2 - N°3 - N°4                  Navata sud  capitelli N°1 - N°2 - N°3
 
Pieve S. Paolo  (Pieve San Paolo)
Pieve San PaoloLa pieve di S.Paolo detta anche in Gurgite, fu una delle prime chiese fondate in Lucchesia, nonostante venga citata, come una delle Pievi fondate da S.Frediano, le sue origini sono ben più antiche, alcuni studiosi attribuiscono a S.Frediano (VI secolo), solo una prima ricostruzione (intera o parziale), resa necessaria, per riparare alcuni danni, subiti durante le scorrerie dei Goti (V secolo) che colpirono duramente più di una chiesa lucchese, la primitiva chiesa di Gurgite (località dove venne fondata) intitolata fin dall’inizio a S.Paolo, la troviamo citata per la prima volta in una pergamena del 747 “Santi Pauli de Gurgite”, nella quale Aurino scambiò alcuni dei suoi beni con un certo Pietro.
La piccola chiesa assunse il ruolo di Pieve, con la concessione del Fonte Battesimale avvenuta probabilmente verso la fine dell’VIII secolo, ipotesi avvallata da una pergamena del 799, nella quale, gli viene accostata per la prima volta la dicitura “Pieve”, mentre in un successivo documento del 926, come tradizione di quel periodo la troviamo citata, come Pieve dei Santi Giovanni Battista e Paolo, questo documento riguardante le Decime della Pieve, fornisce anche l’elenco delle chiese, a lei sottoposte in quel periodo, “Amoniano, Carraia, Ceciliano, Parasiana, Pomaio, Ponteferrato, Rotta, Taniniano, Turingo e Valiano” e dal 988 la Pieve verrà rammentata esclusivamente come Pieve di S.Paolo, dopo pochi decenni il titolo di S.Giovanni per ragioni a noi sconosciute scomparse.
Nel catalogo degli Estimi delle Decime della Diocesi di Lucca del 1260, troviamo un elenco più dettagliato delle chiese che gli appartennero, dove alcune delle vecchie chiese forse scomparse o sottoposte ad altre Pievi, come avvenne per la chiesa di Capannori “Rotta”, non vengono più citate, l’elenco comprende la chiese di S.Donato di Carraia, S.Giorgio di Parezzana, S.Margherita di Santa Margherita, S.Maria di Paganico, S.Michele di Mugnano, S.Pietro di Toringo e S.Stefano di Tassignano.
L’attuale fabbrica venne edificata nel XIII secolo (come dimostrerebbe la data 1246 scolpita nell’architrave della porta del campanile), sopra ad una struttura fatta risalire al XII secolo, che difficilmente appartenne alla primitiva chiesa, nel 1600 la Pieve subirà un’altra importante ristrutturazione, con l’aggiunta di due Braccia laterali, l’impianto si trasformò a Croce Latina e con la realizzazione del Coro e del porticato, assunse l’attuale fisionomia.
 
Altre foto:  Pieve N°1 - N°2 - N°3        Decori facciata N°1 - N°2 - N°3 - N°4
 
 
Turismo   Home   Info