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Cardoso |
Nel
1430 approfittando della caduta di Paolo Guinigi a Lucca e
dell’indebolimento del potere lucchese, Cardoso come altri borghi si
dettero agli Estansi, pensando di ricavarne benefici, ma invece per
il castello si aprì un lungo periodo di guerre fra i lucchesi (che
riuscirono a rientrarne in possesso), i fiorentini e gli estensi le
cui milizie nel 1617 distrussero completamente il castello radendolo
al suolo.
Oggi
dell’antico castello rimangono poche tracci sparse per il paese due
porte, una sul lato di
ponente e una sul lato di
levante poco più in basso del
sagrato della chiesa chiamato ancora oggi l’Arringo (in epoca
longobarda veniva chiamato “Arringo” il luogo dove il popolo si
radunava in assemblea), la
torre campanaria (XIII sec.) e
alcuni tratti di mura (n
1 -
n 2) intorno alla
chiesa parrocchiale intitolata a
S.Genesio (XIII sec.), filiale della Pieve di Gallicano che riuscì
ad ottenere il fonte battesimale il 4 settembre 1387 grazie a una
concessione fattali da Papa Urbano VI venuto a soggiornare a Lucca
dal natale del 1386 al settembre del 1388.
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| Da visitare: L'intero borgo e il monte Gragno | |
| Altre foto La Pieve Alcune case Rifugio "La Dante" Vicolo n1 Vicolo n2 Vicolo n3 Vicolo n4 Vicolo n5 |
| Fiattone |
L’origine di questo “Castrum” rimane sconosciuta alcuni storici
esaminando il toponomio Fiattone l’ipotizzano al VI secolo, L’Angelini
in “Problemi della storia longobarda”fa risalire l’origine del nome
a un presidio Ostrogoto che in seguito all’evoluzione della
pronuncia è divenuto Filattones, Filatone e infine Fiattone.
Antico
feudo longobardo dei Ronaldinghi, signori di Loppia, all’inizio del
1170 venne occupato dalle soldatesche pisane aiutate dai Cattani
signori feudatari della Garfagnana, i pisani come sua consuetudine
fecero giurare fedeltà alla piccola comunità obbligandoli ad
obbedire al Podestà e a difendere le terre dello stato, concedendoli
in cambio gli stessi privilegi riservati ai suoi cittadini,”In
Fundacis Et Apothecis Et Navibus”, i lucchesi in guerra con Pisa e
adirati per questo giuramento nel febbraio inviarono in Garfagnana
Beradigo Da Bozzano, al comando dele milizie dei quartieri Gervasio
e S.Pietro col compito di riprendere le terre perse e punire chi li
aveva abbandonati, dopo una dura battaglia riuscirono ad espugnare
il castello, che venne immediatamente distrutto per completare la
loro vendetta.
Riedificato nel XIII secolo, attraversò un periodo di pace fino al
XV secolo quando la sua popolazione si dette di sua spontanea
volontà al Marchese Niccolò III D’Este, i lucchesi scontenti di
questa nuova situazione iniziarono le loro trame e dieci anni dopo
nell’ottobre del 1440 spinsero la popolazione a ribellarsi agli
estensi e a ritornare sotto la loro giurisdizione, ne seguirono
diverse scaramucce e assedi fra il castello di Fiattone e quelli
confinanti, fino a quando il Duca di Ferrara Borso riuscì a
riprendersi le terre ribelli, ma questa controversia fra i due
schieramenti finì solo con l’intervento di Papa Niccolò V e nella
nuova spartizione della Garfagnana Fiattone insieme ad altre dieci
terre ritornarono sotto la giurisdizione lucchese e nel 1451 entrò a
far parte della Vicaria di Gallicano.
La
chiesa parrocchiale intitolata a S.Pietro a cui venne aggiunto in
seguito S.Paolo inizialmente appartenente alla Pievania di Pieve
Fosciana viene nominata per la prima volta in un documento il 23
dicembre 1168 all’interno di una Bolla redatta dal pontefice
Alessandro III,
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| Altre foto: Campanile Ingresso campanile Vicolo n1 Vicolo n2 Vicolo n3 Vicolo n4 |
| Perpoli |
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| Da visitare: L'intero borgo |
| Altre foto Stemma del castello Mura castello N°1 - N°2 - N°3 - N°4 - N°5 Vicolo N°1 - N°2 - N°3 - N°4 - N°5 |
| Verni |
Piccolo paesino della valle della Turrite di Gallicano, posto su un
colle dirimpetto a Trassilico molte volte sua “Terra” nemica ,
compare citato per la prima volta in un documento del 997,
all’interno di un’allivellamento concesso dal Vescovo Sisemondo, con
il toponomio“Liverni” , che nell’evoluzione della lingua italiana
diverrà Verni. Di questo borgo sappiamo poco, per la mancanza di
documentazione, distrutta o andata persa nei secoli e anche per le
modeste dimensioni dell’antico castello. Queste piccole
fortificazioni, ospitando generalmente una guarnigione composta da
pochi uomini posti sotto il comando di un sergente, non in grado di
contrastare eventuali invasioni, erano quasi sempre costrette ad
accettare le varie imposizioni, che gli venivano fatte dalle potenze
militari della Garfagnana e come spesso accadeva in quel tempo, a
cambiare bandiera spesso. Antico feudo della famiglia longobarda dei
Porcaresi, nel XIII secolo finì come il resto della Garfagnana
inesorabilmente sotto il dominio lucchese (grazie all’investitura
imperiale ottenuta con i denari), venendo inserito nella “ Vicaria a
Porpore Infra” e nel 1272 quando i lucchesi riordinando
l’amministrazione della valle, divisero in due questa Vicaria entrò
a far parte della Vicaria di Barga, dopo la morte del condottiero e
signore di Lucca Castruccio Castracane il potere lucchese in
Garfagnana iniziò a traballare.
Nel
1331 la
chiesa parrocchiale di Verni,
intitolata a San Martino accolse un notaro inviato da Re Giovanni,
per raccogliere il giuramento di fedeltà di alcuni uomini del
castello di Trassilico verso lui e suo figlio Carlo (il futuro
imperatore Carlo V), venuto con 800 cavalieri in soccorso di Lucca
durante l’assedio fiorentino, due anni più tardi Re Giovanni venderà
Lucca per 35.000 fiorini d’oro ai fratelli De Rossi, dando inizio a
una serie di turbolenti avvenimenti, che spingeranno Verni e gran
parte della Garfagnana a darsi agli Estensi.
Sotto
gli Estensi la situazione non migliorò più di tanto, per alcuni anni
Verni, si trovò alla merce delle varie potenze militari (lucchesi,
fiorentini, estensi…) insediatesi nella valle e fu costretto più di
una volta a cambiare “padrone”, in quel tempo si accentuarono anche
i litigi e le dispute di confine con i vicini di “Trassilico”,
dispute favorite anche dagli strani scenari politici che mutavano
continuamente (es.Verni lucchese e Trassilico estense).
Per
stemperare questa rivalità protrattasi per secoli fra i due paesi,
anche quando coabitavano sotto lo stesso “Tetto politico”, vogliamo
ricordare agli amanti delle curiosità, quando lo scorso secolo a
Trassilico, durante la rifusione in piazza della sua campana
maggiore rottasi in quel periodo, gli uomini di Trassilico accortasi
che la loro legna non era sufficiente, corsero a chiedere aiuto a
quelli di Verni, che prontamente accorsero portando il legname
sufficiente a completare la fusione, da allora Trassilico in segno
di riconoscenza, suona le sue campane durante la processione che si
tiene ogni tre anni a Verni, in occasione dei festeggiamenti in
onore di S.Maria Assunta.
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| Da visitare: L'intero borgo |
| Altre foto Piccolo panorama L'antica porta Ingresso borgo la torre cmpanaria Antico portone Fontana Vicolo n1 Vicolo n2 Vicolo n3 Vicolo n4 |
| Palio di S.Jacopo |
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Il palio di S.Jacopo, ha origine da un torneo di calcio estivo e da alcune gare, di staffetta podistiche, disputate la sera della festa del patrono, fra i rioni: Bufali, Dinamite, Roccaforte e Strettoia, nel 1970 due rioni la Strettoia e i Bufali, prima delle gare di staffetta fecero sfilare dei carri, con sopra alcuni personaggi in costume, per incoraggiare i propri beniamini e deridere gli avversari, la sfilata riscosse molti consensi e due anni dopo, i quattro rioni si contesero il palio, con una sfilata di carri allegorici, dove rappresentarono delle scene per “prendere in giro” gli altri rioni, dando vita all'attuale palio e dal 1993, per la realizzazione dei carri, venne abolito il tema libero e da allora, i rioni gareggiano allestendo i carri, ispirandosi a un tema comune. Nel corso degli anni la formazione dei rioni si è modificata e oggi al palio partecipano i rioni: Monticello, Borgo Antico e Bufali. |
| Fiaccolata di Natale |
| La fiaccolata Natalizia di Gallicano, è uno tra gli appuntamenti podistici, più famosi della Garfagnana, ogni anno migliaia di persone, provenienti da tutta la Toscana, percorrono il tracciato illuminato dalle loro fiaccole, offrendo uno spettacolo fra i più suggestivi della valle. La fiaccolata, nacque nel lontano1979, da una iniziativa benefica, intrapresa dagli alunni di una classe delle scuole elementari, con lo scopo di raccogliere dei fondi, da devolvere per natale, ai più bisognosi. Da allora la manifestazione, è cresciuta di anno in anno e con i fondi raccolti, sono state portate a termine iniziative benefiche di rilievo, fra le quali ricordiamo, l’ospedale e la scuola, nel villaggio di Puang in Nuova Guinea, oggi insieme alla Fiaccolata, vengono intraprese diverse iniziative e manifestazioni benefiche, che si svolgono nell’intero fine settimana, quello dell’antivigilia di natale. Chi volesse partecipare, può trovare le informazioni necessarie, visitando il sito del comune di Gallicano |