| Borgo a Mozzano | Borgo a Mozzano Google maps |
| I borghi di Borgo a Mozzano |
| Pag.2 | Corsagna (e Serra) |
| Pag.1 | Cerreto Chifenti Cune Gioviano La Rocca Motrone Oneta Piano della Rocca S.Romano Terzoni |
| Cerreto |
|
|
|
Da visitare il borgo della Pieve di Cerreto e le due chiese del borgo |
| Altre foto Pieve di Cerreto N°1 - N°2 - N°3 Cerreto il campanile |
| Chifenti |
Il borgo sorge alla confluenza tra il
fiume Serchio e il torrente della Lima in prossimità dell’antico
Ponte della Maddalena, nonostante oggi appaia un paese moderno le
sue origini sono antiche le prime tracce risalgono al 853 quando il
vescovo Geremia concesse a livello una casa (in “Coflenti”) con
delle terre a un certo Ghisolfo per un censo di 9 denari d’Argento.
Nei secoli intorno al mille il paese fu feudo di alcune importanti
famiglie longobarde, i Suffredinghi, i Corvaresi e i Porcaresi, alle
quali subentrarono definitivamente i lucchesi. Nel dicembre del
1423 il lucchese Nicolao Guinigi che presidiava Chifenti e Borgo a
mozzano con 30 cavalieri e 500 fanti, si scontrò con le truppe del
capitano Niccolò Fortebraccia, subendo una pesante sconfitta, il
Fortebraccia oltre a mettere in fuga i lucchesi riuscì a fare150
prigionieri. La chiesa dedicata a S.Frediano, tipica chiesetta in
stile romanico del Contado lucchese oggi è l’unica struttura
esistente dell’antico borgo, al suo interno sono custodite diverse
opere d’arte tra le quali un tempietto per gli oli santi attribuito
alla bottega del Civitali.
Nel 1840 su commissione del Duca di Lucca
Carlo Lodovico di Borbone negli ultimi anni del suo
governo,l’architetto nottolini progettò e iniziò la costruzione di
un ponte sospeso sulla Lima, per collegare Chifenti con Fornoli,
conosciuto oggi come il “Ponte delle Catene”, il ponte venne finito
di costruire da Bettino Ricasoli durante il governo provvisorio
della Toscana, durante la seconda guerra mondiale il ponte venne
danneggiato e fu riparato secondo il disegno originale. |
| Da visitare: Il Ponte delle Catene e il Ponte della Maddalena a circa un chilometro in direzione Borgo a Mozzano |
| Altre foto Ponte delle Catene Chiesa |
| Cune |
Il
primo insediamento si sviluppò intorno alla piccola chiesa di S.Bartolomeo, edificata in una piccola altura, presso la fortezza
del Bargiglio (ubicata sulla vetta del monte Bargiglio), come
risulta da alcuni documenti del 841, dove Bonifrido chierico in
Lucca allivellò la sua casa e i terreni annessi a Teupradondo del
fu Teupoli, in seguito il borgo iniziò a svilupparsi più in basso
andando a formare l’attuale paese, che compare (Villa della Cuna)
nel Catalogo delle Chiese del 1387, per la prima volta “Ecclesia
S.Bartolomeo de Cuna e Ecclesia S.Maria de Villa Cune”. Le Cune,
come altri paesi vicini, appartenne per un lungo periodo alla
famiglia longobarda dei Suffredinghi, signori di Anchiano, ma quando
Lucca, iniziò a estendere il suo dominio nella valle del Serchio,
fini sotto la giurisdizione della repubblica lucchese, escluso un
breve periodo ( fine XIV sec.), quando entrò a far parte della
Contea di Francesco Castracane signore di Coreglia, privilegio
concessoli da CarloIV di Boemia l’8 maggio 1355, alla morte di
Francesco, subentrò il figlio Niccolao che la governò per un breve
periodo, poi Lucca si impossessò definitivamente delle Cune e delle
altre terre della Contea
|
| Da visitare: La chiesa di S.Bartolomeo (il luogo merita una visita anche se la chiesa è chiusa) e la Fortezza del Bargiglio, raggiungibile a piedi percorrendo per circa 40 minuti un sentiero di montagna. |
|
Altre Foto Campanile Fortezza del Bargiglio Chiesa S.Bartolomeo |
| Gioviano |
|
|
| Da visitare L'intero borgo |
| Altre foto Panorama N° 1 - N°2 Ingresso chiesa Campanile Vicolo N° 1 - N° 2 - N° 3 - N° 4 - N° 5 - N° 6 |
| La Rocca |
|
|
| Foto Borgo Panorama dal castello Chiesa Ingresso chiesa Campanile Vicolo N°1 - N°2 - N°3 |
| Foto castello Mura N°1 - N°2 - N°3 - N°4 - N°5 - N°6 - N°7 Feritoia Mura La torre |
| Motrone |
Lungo la riva destra del torrente Turrite de Cava, su uno
sperone roccioso, chiamato “Il
Bucine” sorge il borgo di Motrone (Mutrone), antico
castello Apuano, già ricordato in una pergamena datata 995,
nella quale il Vescovo Gherardo allivellò in località “Moteroni”
alcune case “masserizie”, con annesso una chiesa dedicata a
S.Giusto, per un censo annuo di 60 denari d’argento a un certo
Ildeberto, altre notizie di questo borgo fortificato
appartenente in quel periodo al Vescovato di S.Martino in Lucca,
le ritroviamo all’interno di un documento del 1062, nel quale
Papa Alessandro II (1061 – 1073), già Vescovo di Lucca con il
nome di Anselmo da Baggio, concesse gli stessi beni in
allivellamento a Sigefredo dei Soffredinghi.
Con la riappacificazione (provvisoria) di Federico II con Papa
Gregorio IX, l’Imperatore nei primi mesi del 1244 ne entrò in
possesso, assegnandolo al figlio illegittimo Enzo allora Re di
Sardegna e Legato Imperiale, alcuni mesi dopo i lucchesi
sostenitori di Federico II e da sempre intenzionati a espandere
la loro giurisdizione nella Garfagnana, grazie a una cospicua
somma di denari riuscirono ad acquistare il castello di Motrone
(nel 1308 risulta partecipare alla processione di S.Croce con un
cero di 5 libbre).
Nel dicembre del 1429, il castello di Motrone finì sotto il
dominio dei fiorentini, penetrati nella Valle del Serchio con le
truppe di Niccolò Fortebracci, Bartolomeo da Gualdo, Rinieri di
Provenza e Guerrieri da Farnese, lo usarono per un breve periodo
durante il loro assalto a Gallicano, come avamposto per
minacciare le “Terre” di Vallico di Sotto e Vallico di Sopra.
All’inizio del XVII secolo, Motrone resterà coinvolto in
un’altra guerra, questa volta sotto le insegne lucchesi,
fronteggerà i due paesi di Vallico finiti in mano Estense, il 27
agosto 1618, con la conferma della sentenza del Senato di
Milano, che concesse gran parte della Garfagnana agli Estensi il
borgo ritroverà la pace e nel 1963 dopo aver condiviso le sorti
di Lucca, entrerà a far parte del comune di Borgo a Mozzano.
Dell’antico castello sorto nella parte più in alto dello scoglio
roccioso del “Bucine”, presso la
chiesa di S.Giusto oggi restano
poche tracce, fra le quali una
Porta con l’iscrizione:
D.O.M (LIBERTAS) M.S.Q.S. interpretata dallo storico
Francesco Maria Pellegrini come”Deo optimo Libertas maneat
serveturque sempre”
La
chiesa parrocchiale di S.Giusto nell’elenco delle chiese della
Diocesi di Lucca del 1260, la troviamo sotto la Pieve di Decimo
|
| Da visitare: L’intero borgo e il Romitorio di S.Ansano ubicato lungo l’antica via che collegava Motrone con le Cune (raggiungibile con un Fuoristrada o a piedi) |
| Altre foto Motrone Porta torre-campanaria Torre-campanaria Antico portone Vicolo N° 1 - N° 2 - N° 3 |
| Oneta |
Il primo documento, che attesta
l’esistenza del paese, risale al 979, quando Jacopo il pievano di
Decimo allivellò la pieve e tutti i suoi beni ( fra questi risulta
anche Oneta) a un certo Roffridi, altre tracce dell’esistenza del
paese, le ritroviamo in altri documenti successivi, nel 985 il
vescovo di Lucca Teudigrimo, allivellò tre case del paese,
appartenenti alla chiesa dei santi Vincenzo e Frediano di Lucca, a
un certo Ardolfo, dieci anni dopo il borgo risulta passare sotto la
giurisdizione del pievere di Borgo a Mozzano, nel 1009 il Visconte
Fraolmi, offrì una parte dei suoi beni ubicati in Oneta alla chiesa
di S.Martino di Lucca e nel 1038 i canonici di S.Martino,
allivellarono Oneta e altre terre per un censo di dieci soldi, ad
Ildebrando figlio di Sigifredo nipote di Gherardo e di Cupinenga, il
capostipite del ramo dei Cunimundighi, che in seguito diverranno i
Suffredinghi, feudatari di Oneta per diverso tempo. Con la venuta di
Francesco Castracane il paese entrò a far parte della Contea di
Coreglia e alla sua morte, ritornò sotto la repubblica di Lucca che
la incorporò alla Vicaria di Borgo a Mozzano. La chiesa, dedicata a
S.Ilario, a differenza del paese la troviamo citata solo nell’estimo
del 1260. Nel XVII secolo, a Oneta nacque Bartolomeo Mattioli,
astronomo che dal 1654 al 1661 pubblicò ogni anno un Almanacco
“Discorso astrologico sopra l’anno ….” dove descriveva secondo i
pianeti, i giorni buoni e cattivi, per curare le varie malattie |
| Da visitare: La chiesa e i vicoli del borgo |
| Piano della Rocca |
|
|
| S.Romano |
![]() Anticamente il paese veniva chiamato Spuliziano, poi col passare dei secoli, assunse il nome del santo (S.Romano) della sua chiesa, che nel catalogo delle chiese della diocesi di Lucca del 1260, viene nominata come “Ecclesia S.Romani De Spolithano”. Le prime tracce scritte dell’esistenza del paese, le troviamo in un documento del 997, quando il vescovo di Lucca Gherardo allivellò a Sisesmundo del fu Sisemundo la metà della Pieve di Gallicano, in seguito il paese venne fortificato, ma quando i lucchesi estesero il loro dominio nella mediavalle del Serchio, il paese si legò a Lucca condividendone le sorti e il castello non servendo più, andò degradando, attualmente dell’antico castello non vi è più traccia. Nel 1272 i lucchesi tornati padroni della Vicaria di Coreglia, ordinarono a Spulziano di partecipare alla “Luminara di S.Croce”, portando in offerta un cero di sei libbre e nel 1341 gli stessi lucchesi per punire Francesco Castracane, che cercava di sottrarsi al loro dominio, per rappresaglia devastarono alcune sue terre fra le quali S.Romano. Nella metà del XIV secolo, il paese entrò a far parte della Contea di Coreglia e in alcuni documenti lo troviamo menzionato con i nomi “di Spulissano e di S.Romano”, preludio al definitivo cambiamento di nome, allo scioglimento della Contea ritornò sotto la giurisdizione della Vicaria di Coreglia e in seguito per un breve periodo in quella di Borgo a Mozzano, infine il 23 agosto 1602 Lucca per contrastare gli Estensi istituirà la Vicaria di Pescaglia o di Valdiroggio, inserendoci al suo interno anche S.Romano |
| Da visitare: Oratorio di S.Rocco (XVII secolo), Lavatoio (origine medievale) e l'intero borgo |
| Altre foto Campanile Vicolo |
| Terzoni |
Terzoni (Terzone – Tersone – Villa Tersonese), uno dei tre
“Terzieri” del territorio della Pieve di Mozzano probabilmente
prende il nome dal latino “Tertius” la (terza parte di un
territorio), questa località oggi solo poche case, viene citata
per la prima volta in un documento del 995 nel quale il Vescovo
di Lucca Gherardo ordina il sacerdote Berardo.
Nello statuto lucchese del 1308 Terzoni viene rammentato come
Comune (verrà unito alla Rocca intorno al XVI secolo),
partecipante alla processione di Santa Croce a Lucca con un cero
di 2 libbre, alcuni anni dopo confermando la sua libertà il 29
ottobre 1331 il suo “sindaco” Fredullio Docchi fece giurare a
tutti i maschi del borgo fedeltà all’Imperatore Giovanni di
Boemia e successivamente in un documento della Vicaria di
Coreglia del 1376 risulta possedere una “Cerna” (milizia). Dopo
la caduta a Lucca di Paolo Guinigi la borgata rimase coinvolta
negli eventi bellici che si susseguirono nella valle subendo
notevoli danni soprattutto nell’anno1432, alcuni decenni dopo
(1467) la sua chiesa (
N°1 -
N°2 -
N°3 ) dedicata a S.Quirico venne
unita alla chiesa della Rocca iniziando quel cammino che lo
porterà nel XVI secolo a unirsi definitivamente a quest’ultimo
“Comune”
|