L’origine
della rocca di Lucchio, fino ad oggi rimane sconosciuta, i pochi
documenti medievali disponibili, non permettono di stabilire con
certezza l’epoca della sua fondazione, l’attuale struttura
probabilmente fu realizzata fra il XI e il XII secolo, con lo
scoppio dei primi conflitti Comunali, ulteriori rafforzamenti furono
eseguiti durante il XIV secolo, quando la rocca rimase coinvolta più
di una volta, negli eventi bellici di quel tormentato periodo.
Dopo la fine del
Marchesato dei Canossa, la Val di Lima e i castelli delle sue Terre,
si trovarono invischiati nelle lunghe dispute che videro
fronteggiarsi, il Comune di Lucca e la Santa Sede, restia a
rinunciare ai molti diritti che vantava nella regione, le principali
famiglie nobili longobarde (Porcaresi e Suffredinghi) padrone di
quelle Terre, per sottrarsi al dominio lucchese, sposarono più di
una volta la causa ecclesiastica, alleandosi con i loro alleati
pisani, come avvenne in occasione del giuramento di fedeltà verso
Papa Gregorio IX, che rinnovarono nel 1228 all’interno della chiesa
di Santa Maria di Pugnano in Pisa, dinanzi al Nunzio Apostolico
Cinzio (o Cencio), nonostante ciò, a metà del XIII secolo, la rocca
finì in mani lucchesi, anche se dopo pochi anni la situazione
politica si complicò ulteriormente, aprendo una fase nuova di lotte,
dove Firenze per un lungo periodo, rappresenterà il peggior nemico
di Lucca.
I primi fatti d’arme, di un certo rilievo,
avvennero con la salita al potere a Lucca del condottiero Castruccio
Castracane degli Antelminelli, Castruccio nel tentativo di
contrastare il sempre più dilagante potere fiorentino, mosse guerra
a Pistoia, la rocca di Lucchio così divenne fondamentale per la
conquista ed il controllo della montagna pistoiese, i lucchesi dopo
un breve assedio riuscirono ad impossessarsene, utilizzandola in
seguito come base di partenza per le loro incursioni, contro
l’armata pistoiese, rafforzata da un’ottantina di cavalieri e da
circa 900 fanti, inviati in aiuto da Firenze, nel tentativo di
arginare l’avanzata lucchese. Con la morte di
Castruccio (1328), l’Imperatore Ludovico
il Bavaro, mostrando poca riconoscenza verso chi (la famiglia di
Castruccio) lo aveva appoggiato fino ad allora, escluse dal potere i
figli di Castruccio e offrì la
Repubblica di Lucca, al miglior
offerente, ne nacquero così una serie di governi politicamente
deboli, mettendo in pericolo le Terre di confine, la rocca di
Lucchio ben presto venne a trovarsi esposta all’incursioni delle
soldatesche provenienti dalla montagna pistoiese, come avvenne nel
1337, quando i fiorentini decisi a guastare il contado lucchese,
nella speranza di indebolire le difese cittadine, dopo aver fallito
per il maltempo, un attacco al castello di Casoli, assaltarono la
rocca di Lucchio, pisani e fiorentini si contesero a lungo le Terre
lucchesi,
nel 1342 i figli di Castruccio appoggiati dalle truppe del Visconti,
cercarono di intromettersi nella lotta, con la speranza di
riprendersi la Signoria che appartenne al padre, la rivolta fallì e
il castello di Lucchio, uno dei loro ultimi rifugi, dopo una breve
trattativa legata alle sorti del castello di Monte Giori, si arrese
senza combattere alle truppe pisane, diventate in quel periodo
padrone di Lucca, la servitù “babilonese”, come la definirono i
lucchesi, terminerà poi 1369
grazie all’intervento di Carlo IV di
Boemia, che liberò la città dal gioco pisano.
Durante il dominio
pisano nella fortezza di Lucchio, alcuni uomini di Lucchio aiutati
da un manipolo di pistoiesi, tentarono un colpo di mano, ma non
riuscirono ad impossessarsi della rocca e la fortezza non venne
liberata, nel 1361, un banale incendio scoppiato all’interno del
castello, causò la distruzione della torre Ghibellina, che per
ordine del Consiglio degli Anziani venne prontamente ricostruita
La Signoria lucchese
di Paolo Guinigi, per alcuni anni riportò la pace nelle Terre
lucchesi e molte fortezze di confine come la rocca di Lucchio
vennero rafforzate e rifornite di viveri e armi, ma la pace terminò
ben presto, i fiorenti cercando di sfruttare le debolezze del
Guinigi, inviarono il mercenario Fortebraccia a guastare il contado,
la rocca di Lucchio trovandosi sul confine fu una facile preda per
il Fortebraccia, la guerra fra Lucca e Firenze divampò, il Guinigi
per salvarsi richiese l’aiuto a Filippo Maria Visconti, che con un
sotterfugio inviò in soccorso, Francesco Sforza a capo di 2000
cavalieri e 6000 fanti, nonostante ciò il Guinigi cadde ugualmente,
una congiura ordita dai Cenami e dai Buonvisi, pose fine alla sua
Signoria, i fiorentini riuscirono a tenere la rocca di Lucchio, fino
al 1433, quando grazie ad un trattato di pace, resero il castello ai
lucchesi, ma non demordendo trascorsi alcuni anni (1437), tentarono
nuovamente di impadronirsene, ennesimo tentativo sventato questa
volta, dal coraggio di due fanciulle Nastasia di Martino di Fiore e
Lucia del fu Nicolao di Martino, originarie di Vico Pancellorum, che
scoprirono il tradimento del castellano.
All’inizio del XVI
secolo, la Val di Lima conobbe il fenomeno del brigantaggio, uno di
questi banditi, forse il più potente e temerario, Bernardino del
Colle, nel 1525 aiutò gli esponenti della famiglia Poggi in fuga da
Lucca, ad assediare e conquistare la rocca di Lucchio, la Repubblica
di Lucca intervenne prontamente, per catturare Vincenzo e Francesco
Poggi, il Consiglio degli Anziani del Comune di Lucca, inviò alla
riconquista della rocca di Lucchio, un’armata di 6000 uomini, ma
nonostante il vasto spiegamento di forze i due fratelli la notte,
approfittando di un forte temporale riuscirono a fuggire e questo è
l’ultimo grande fatto d’arme che coinvolse la fortezza di Lucchio.
Altre foto:
La rocca doi Lucchio
Mura esterne della rocca
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Ingresso rocca
Interno rocca
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