Home
Borghi
Storia
Rievocazioni
Turismo
Cucina
Erboristeria
Cultura
Bagni di Lucca
Bagni di Lucca Google maps
I borghi di Bagni di Lucca
Pag.1 Casabasciana   Crasciana   Cocciglia   Granaiola   Limano   Lugliano   Palleggio   Vico Pancellorum
Pag.3 Granaiola   Monti di Villa (Lugnano - Bugnano - Riolo)
Pag.4 Controni (Pieve di Controni  San Cassiano di Controni  Cembroni  Cocolaio  Livizzano  Cappella  Campiglia  San Gemignano  Gombereto  Guzzano  Longoio  Mobbiano  Vetteglia
Pag.5
Lucchio (La storia - La rocca)
   
   
Pag.2 Casoli val di Lima    ( La storia - Le chiese - Centro astronomico celtico - Le vestige Longobarde )
Casoli val di Lima
La storia
Casoli Val di LimaCasoli è uno dei borghi più antichi della Val di Lima, le prime tracce umane (cacciatori nomadi) nella zona risalgono al Paleolitico Medio, presenza confermata dal ritrovamento di un manufatto in selce nera fra numerosi ossi d’orso e di altri animali in località “Carboneria” (ubicata poco più in basso del borgo), a questi cacciatori nomadi in seguito si aggiunsero alcune tribù nomadi provenienti dalla costa ligure, che diedero vita ai primi insediamenti stabili.
La storia di Casoli ha inizio da uno di questi primi insediamenti celtici, nato presso una fortificazione eretta nella parte più in alto e impervia della colina, questo primo “Castellare” in grado di offrire riparo in caso di pericolo alla popolazione (Ligure-Apuana) del villaggio “Vici”,dislocata prevalentemente all’interno della numerose grotte circostanti (alcune di queste utilizzate successivamente come cantine sono visibili ancora oggi in molte case del borgo), ospitava al suo interno anche il centro sacrale del “Conciliabulum” (suddivisione territoriale dei Liguri-Apuani), le cui rovine oggi formano un complesso litico fra i più interessanti e misteriosi della provincia di lucca.
Nel 180 a.C. i romani, dopo una seria di spedizioni militari in Val di Serchio, riuscirono a scoffiggere e a sottomettere i Liguri-Apuani. iniziando a colonizzare la Garfagnana e le valli limitrofe, la romanizzazione della Val di Lima coinvolse anche il piccolo villaggio celtico di Casoli ( toponomio di origine latina “casa” – “casae”), tracce di questo insediamento romano furono scoperte dal maestro Claudio Puccini nel 1975 all’interno di una grotta detta della “Piella” (dall’albero “taxus bacata”, che cresce spontaneamente all’ingresso della grotta), all’interno della cavità, successivamente esplorata dal Centro Studi Archeologici Lucca, oltre a dei frammenti di ceramiche e a degli oggetti in bronzo, furono trovate una ventina di monete romane coniate nel III secolo d.C.Casoli Val di Lima
Dopo la caduta dell’Impero romano, la Val di Lima venne occupata dall’esercito barbaro dei Goti e successivamente dai Longobardi, Casoli come gli altri paesi della valle ne condivise la sorte e oggi è uno dei pochi paesi della provincia di Lucca, che di questi due popoli conserva ancora alcune tracce, nel 1981 all’interno di una casa diroccata furono rinvenute alcune pregevoli vestige longobarde, fra le quali una pietra in arenaia con inciso centralmente un’iscrizione longobarda (forse l’unica fino ad oggi rinvenuta in Italia centrale), composta da 13 segni. La pietra secondo uno studio effettuato al momento della sua scoperta dagli storici R.Ambrosini, C.Puccini e M.Zecchini, presenterebbe una fonetica e una morfologia tipicamente longobarda, nonostante risulti scolpita in caratteri gotici appartenenti all’alfabeto del tipo “Gotico I” (il 1° e il 5° segno presentano una forma a ricciolo caratteristica di quest’alfabeto, lettera runica equivalente alla nostra o), i tre storici alla fine dei loro studi gli attribuirono la seguente traduzione UUOTORNAVEISSI  “agli invasati (o indemoniati) grazia sia”.
Con l’arrivo dei Longobardi, iniziamo ad avere le prime notizie documentate di questo paese dal passato misterioso, Casoli viene citato per la prima volta in una pergamena del 983, nella quale il Visconte  Fraolmo figlio di Fraolmo ottenne dal Vescovo di Lucca Teudigrimo in allivellamento dei beni posti in “Casule”, il Visconte Fraolmo (discendente del potente casato longobardo di Teudimondo del fu Sisemundo) in quel periodo oltre a possedere un vasto patrimonio ricoprì un ruolo importante nell’allora società lucchese, riuscendo ad ottenere l’investitura di  “Vicecomes” e da lui discenderanno i nobili di Montemagno, i nobili di Lombrici (Camaiore), i nobili di Careggine e i potenti nobili di Corvara e di Vallecchia.
Nel 1180 presso la chiesa di S.Quirico Ponticello (l’attuale Monte S.Quirico di Lucca), venne redatto un’importante documento per la storia di Casoli, in questa pergamena il presbitero Amito della chiesa di S.Donato in Casoli e i Consoli del castello di Casoli, Donto del fu Arrigo e Orsello del fu Baroncello, giurarono fedeltà al Vescovo di Lucca Guglielmo, questo documento scritto quando il paese apparteneva al feudo dei Porcaresi, conferma l’avvenuta Casoli Val di Limaedificazione della sua chiesa parrocchiale e del suo castello “Castro de Casore” eretto sopra l’antica fortificazione Ligure (località ancora oggi detta “Castello”) probabilmente all’inizio del XII secolo, ma soprattutto documenta l’avvenuta costituzione del suo “Comune”, il primo documentato in Val di Lima e fra i primi in lucchesia.
Nel XIII secolo, Lucca desiderosa di espandere i suoi confini cercò di sottomettere la Val di Lima, i castelli della valle fra i quali Casoli, per sottrarsi al giogo lucchese chiesero protezione a Papa Gregorio IX (in quel periodo in piena lotta con Federico II alleato di Lucca), riuscendo ad allontanare il pericolo, ma Lucca non rinunciò al progetto e negli anni successivi riuscì ugualmente a sottometterli tutti, per la scarsità di documenti non sappiamo quando Casoli finì sotto l’insegne lucchesi, ma nello Statuto Lucchese del 1308, risulta già appartenere alla “Vicaria Terrarum Civium et Vallis Lime”.
Alcuni anni dopo Lupo Lupari Signore di Benabbio e in quel periodo anche Signore di Casoli, per una questione di danaro entrò in lite con l’amico e alleato Castruccio Castracane Signore di Lucca, che per punirlo lo scacciò dalle “Terre” lucchesi impadronendosi dei suoi beni. 
Nel 1336 Firenze riprese le ostilità con Lucca (e suoi Signori gli Scaligeri) inviando le sue milizie comandate da Pietro de Rossi, a “guastare e arrecar danno” nel contado lucchese, ai primi di marzo le milizie fiorentine cercarono di valicare le montagne pistoiesi per assaltare il castello di Casoli, ma durante la marcia di avvicinamento sulle montagne si abbattè un violento temporale, che costrinse i soldati a rinunciare all’azione e a rientrare alla base, nei giorni seguenti le milizie si spostarono in altre zone e il castello di Casoli si salvò senza rendersene conto.Casoli Val di Lima
Nel 1405 nel paese venne commesso un omicidio, in una lite scoppiata forse per rivalità di famiglie fu ucciso Nuto di Giovanni, Il 1 aprile Nuto di Giovanni mentre percorreva la via principale del paese giunto “Al Balco” , venne aggredito e ucciso (nel punto dove venne compiuto il delitto fu scolpita una croce nel muro ancora visibile oggi) da Nicolao di Martino Puccianti (all’agguato parteciparono anche Biagio di Bonagiunta Puccianti e Giovanni Micheli), i tre assalitori dopo il delitto scapparono dal paese insieme ad altri 15 seguaci di Nicolao di Martino, Il vice Vicario Bonagiunta Martini inviò ad indagare il notaro Mazino Bartolomei e informò immediatamente Paolo Guinigi, che immediatamente ordinò la loro cattura disponendo il sequestro dei loro beni e per motivi di sicurezza chiese al Vicario Nicolao Dardagnini di risiedere nel castello di Casoli per qualche giorno, alcuni giorni dopo il delitto Paolo Guinigi era venuto a conoscenza di un possibile colpo di mano su Casoli da parte dei fuggiaschi, cosa che avvenne alcuni mesi dopo, la sera del 21 luglio quattro uomini cercarono di entrare nel borgo, per uccidere un certo Nanni e nella scaramuccia che ne seguì fu ucciso un assalitore e due donne del paese.
Nel 1807 durante il Principato di Elisa Baciocchi, gli amministratori napoleonici sempre pronti a spremere denaro ai lucchesi, contestarono alla comunità di Casoli un debito (5000 lire) contratto secondo loro con l’amministrazione lucchese due secoli prima, quando l’epidemia di peste colpì duramente il paese, i casolini dopo una serie di controlli riuscirono a dimostrare che non si trattava di un debito, ma di una tassa non pagata completamente e se la cavarono con una piccola somma.
Altre foto        Casoli   N°1 - N°2            Fontana            Vecchio pozzo            Panorama  N°1 - N°2            Portali  N°1 - N°2 - N°3            Lago
Vicolo  N°1 - N°2 - N°3 - N°4 - N°5 - N°6 - N°7 - N°8 - N°9 - N°10 - N°11
 
Le chiese
Chiesa Parrocchiale dei Santi Donato e Andrea
Chiesa di S.Donato
Dai documenti in nostro possesso non è possibile stabilire con certezza la data della sua fondazione, le prime notizie documentate che la riguardano risalgono al 1180, quando il suo sacerdote Amito e i Consoli Donto e Orsello del comune di Casoli giurarono fedeltà al Vescovo di Lucca Guglielmo, in un documento antecedente datato 18 marzo 943 vengono citate solo le “Ville” di “Casule” e di “Lacu” ( in quel periodo poco distante da Casoli sorgeva un piccolo paese “Lacu” andato poi distrutto nei secoli successivi).
Nel Catalogo degli Estimi della Diocesi di Lucca del 1260, la chiesa di S.Donato la troviamo dipendente dalla Pieve di Vico Pancellorum “Plebes de Vico Panceloro”, con una buona rendita, 50 lire pisane.
Altre notizie della chiesa le ritroviamo in un documento redatto nel 1553, in occasione della visita pastorale del Vescovo Alessandro I Guidiccioni, nel quale risulta unita in quel periodo alle chiese di S.Maria di Palleggio e S.Michele di Cocciglia. La chiesa di S.Donato, costruita in stile romanico a tre navate nel corso dei secoli è stata sottoposta a molteplici lavori di restauro e ristrutturazione, che ne hanno stravolto l’aspetto originario.
Altre foto  Campanile
Chiesina di Colle a Piano
Chiesina di Colle a Piano
La chiesina di Colle a Piano è un piccolo oratorio, edificato in mezzo ai boschi in località “Colle a Piano” poco distante dalla chiesa di S.Andrea, lungo un antico sentiero montano che da Casoli giunge fino a Lucchio per poi proseguire verso la montagna pistoiese, non esistono documenti che ci possono narrare la sua storia, le uniche informazioni in nostro possesso sono ricavate dagli studi effettuati da esperti d’arte, che nel 2001 analizzarono gli affreschi interni (purtroppo rovinati dalle infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto), quando la comunità di Casoli vedendola ormai semi-diroccata, decise a proprie spese di effettuare degli interventi di ristrutturazione per evitarne la distruzione.
Il suo interno totalmente affrescato  collocherebbero l’anno della sua edificazione a cavallo fra il XVI e XVII secolo, l’affresco sopra l’altare raffigurante la Vergine con il Bambino e due angeli che gli pongono una corona sulla testa è un’iconografia comune del XVI secolo, mentre nel dipinto sopra la porta d’ingresso (lato interno) si intravede la figura di  S.Francesco di Paola santo molto venerato nel XVII secolo (fra le poche parti degli affreschi ancora visibili e da segnalare anche la raffigurazione di S.Caterina dipinta sul pilastro dell’altare).
All’esterno del Portale d’ingresso vi è scolpito uno stemma, che Contrucci Virgilio (appassionato ed esperto d’araldica di Bagni di Lucca), ipotizza appartenga a una famiglia locale (casato “Casoli” o “Da Casoli”), che nel 1555 sono diventati cittadini di Lucca a tutti gli effetti con diritto di dimora e sepoltura
Altre foto  Chiesina    
L'antica chiesa di S.Andrea di Lacu
Chiesa di S.Andrea
La chiesa di S.Andrea venne edificata in epoca sconosciuta (XI – XII secolo) sopra l’omonimo colle, in prossimità della località detta “Il Lago” per l’esistenza in loco di un laghetto intorno al quale esisteva un piccolo paese “Lacu”, questa borgata ritenuta poco sicura per la mancanza di difese con l’avvento delle guerre comunali, iniziò ad essere abbandonata dalla sua popolazione che migrò lentamente nel più sicuro centro di Casoli, e successivamente con l’arrivo della peste (la prima epidemia in Toscana scoppiò nel 1348) che colpì duramente i due paesi venne definitivamente abbandonata, le famiglie risparmiate da questa tremenda epidemia si raggrupparono nel borgo di Casoli e come segno di gratitudine, posero sopra la porta di casa all’interno di una nicchia una madonnina, segno di devozione mantenuto fino ai nostri giorni, il paese dopo l’abbandono andò completamente distrutto e la chiesa di S.Andrea troppo lontana dal paese nel corso dei secoli ne condivise la sorte (oggi sono visibili solo le sue mura perimetrali e il suo abside).
Il borgo di “Lacu”, viene citato per la prima volta in un documento del 943, nel quale gli viene imposto un censo di 42 denari da versare alla Pieve di Vico Pancellorum, censo che nel Catalogo degli Estimi della Diocesi di Lucca del 1260 salirà a 46 lire pisane, in questo Catalogo la chiesa citata come “Ecclesia S.Andree du Lacu” non risulta ancora unita a quella di Casoli, unione che nel 1358  in occasione della visita pastorale del Vescovo di Lucca Berengario II alla Pieve di Vico Pancellorum risulterà già fatta (primo segno del suo decadimento), mentre nel 1467 in occasione di un’altra visita pastorale verrà indicata come chiesa abbandonata e caduta in rovina.
Altre foto    Chiesa N°1 - N°2 - N°3
 
Oratorio della Madonna di Loreto
Chiesina della Madonna di Loreto (detta anche chiesina della Margine)Chiesina della Madonna di Loreto (detta anche chiesina della Margine)Questo piccolo oratorio detto anche “Chiesina della Margine” venne edificato nel XVII secolo per volere del Col. Pietro Villaggi
 
Centro astronomico celtico
Prima pietraNella parte più in alto del paese, in località Castello fra le rovine del castello medievale, ancora oggi possiamo ammirare alcuni manufatti (due grosse pietre e alcune coppelle scavate nelle roccie presenti nel terreno), di origine Celtica appartenenti al centro sacrale del “Conciliabulum” (suddivisione territoriale dei Liguri-Apuani) di Casoli, uno dei complessi litici fra i più interessanti della provincia di Lucca.
Ai due manufatti, collocati presso le rovine della cinta muraria del castello, una grossa pietra dalla forma ovale-allungata lunga circa 2 m larga 1 m, dove sono stati scavati due sedili, davanti ai quali è posta la seconda pietra a forma di due tronchi di cono sovrapposti, con il piano (1m di diametro) posizionato obliquamente in direzione di mezzogiorno, in un primo tempo gli fu attribuita una funzione esclusivamente religiosa, per molti anni venne considerata come un’area adibita ai ritiSeconda pietra propiziatori, dove la seconda pietra svolgeva la funzione di ara sacrificale, poi alla conclusione di alcuni sopralluoghi al sito, avvenuti fra il 1970 e il 1980 gli storici C.Puccini, R.Ambrosini e M.Zecchini decisero di approfondire le ricerche, che portarono alla scoperta di un calendario Celtico inserito in un primitivo osservatorio astronomico.
Una serie di fori collocati su due strati, lungo la circonferenza della seconda pietra e il suo piano inclinato verso mezzogiorno assomigliante ad una meridiana, spinse le loro ricerche verso il calcolo del tempo, scienza da sempre studiata dall’uomo e già nota nell’antiche civiltà, dove era determinante conoscere l’inizio della stagioni, per programmare le semine, i raccolti e gli altri lavori indispensabili per la sopravvivenza delle popolazioni, nel loro sopralluogo del 28 dicembre 1980, i tre studiosi dopo aver ripulito con cura le pietre infilarono dei bastoni nei piccoli buchi (7 posti a circa 30 cm l’uno dall’altro) e al tramonto notarono che le ombre dei bastoni venivano proiettate non causalmente ma in determinati punti delle pietre, attraverso i quali era facilmente individuare il solstizio d’inverno e successivamente il solstizio d’estate.
Sito archeologico visto dall'alto Sito archeologico visto dal lato sud-est
  . - Fori scavati nelle pietre
      1 - Direzione del tramonto del sole 21 giugno         4 - Prima pietra       
      2 - Direzione del sorgere del sole 21 giugno           5 - Seconda pietra
      3 - Direzione del tramonto del sole 21 dicembre     6 - Mura del castello
              . - Fori scavati nelle pietre
                                          4 - Prima pietra
                                          5 - Seconda pietra
                                          6 - Mura del castello
Prima pietra
Seconda pietra
le coppelle
         
Vestige Longobarde
Nel borgo di Casoli all’inizio del 1970, furono rinvenute all’interno di una casa semi-diroccata, delle pietre con inciso sopra dei simboli e dei caratteri di una lingua sconosciuta, prima di analizzare queste pietre e il loro significato è bene descrivere il luogo del ritrovamento, la casa in questione è collocata nella parte in basso del paese, che un tempo rappresentava anche l’ingresso a monte del borgo, posto lungo l’antica via che attraversando una parte del paese univa i due ponti romani del fondovalle, Ponte Nero “Pons Minor” e Ponte Maggio “Pons Maior”, permettendo così di risalire la Val di Lima evitando l’impervio canyon detto “Le Strette di Cocciglia. La costruzione dei due ponti viene attribuita ai romani, ma la presenza in loco dell’uomo risale al Paleolitico Superiore (presenza confermata da alcuni manufatti ritrovati all’interno di cavità o grotte), perciò la via e i ponti in legno o semplici guadi, sicuramente esistevano fin dai tempi remoti.
Gli storici R.Ambrosini, C.Puccini e M.Zecchini aiutati per l’occasione dagli esperti in iscrizioni germaniche E.Campanile e F.Motta, analizzarono e studiarono le vestige ritrovate fornendo le seguenti descrizioni:
                                                                                          1° pietra
1° pietra - Iscrizione LongobardaPietra in arenaria (65 x 25 cm) con sopra incisi 13 caratteri, il terzo e quinto segno presentano una forma a ricciolo tipica dell’alfabeto gotico detto  “tipo I” che ci3° pietra - Albero della vita indicherebbe la “o”, un’altra traccia di questo alfabeto gli storici l'individuarono nel sesto simbolo, che lo tradussero “m”, mentre il terzultimo e il penultimo li interpretarono come “ss”, le difficoltà maggiori nel tradurre l’iscrizione le incontrarono nei primi due segni, forse appartenenti a dei dialetti germanici, comunque alla fine dei loro studi fornirono la seguente traduzione; in germanico  “UUOTOMAVEISSI”
(o “UUOTOMOVEISSI”),  mentre tradotto in latino “furentihus gratia sit” dove “furens” indicherebbe indemoniato o invasato, traducendo il tutto in italiano “Agli invasati (o indemoniati) grazia sia”. La posizione della pietra e le tre grotte presenti sul lato a nord della casa, portarono a formulare l’ipotesi di un lazzaretto o un ricovero per pazzi di origine longobarda, posto appena fuori l’ingresso del borgo, ingresso controllato in quel periodo da una torre
 
                                                                                                                2° pietra
Seconda pietraLa seconda pietra ritrovata (durante il nostro sopralluogo non è stato possibile identificare) poco distante dalla prima e ben documentata nei loro studi, vengono raffigurate due immagini disposte simmetricamente con tre quadratini, uno posto al centro del margine destro della pietra e due sull’opposto margine, le immagini scolpite ma non ben definite (due ali o due pesci), secondo i tre  storici sarebbero collegate al culto di S.Michele o più semplicemente indicherebbero “uomo e donna”
 
                                                                                         3° pietra
La terza pietra inserita secondo i tre storici nello spigolo della torre di guardia dell’ingresso a monte dell’antica via (forse la via Lombarda che univa l’Emilia e la Toscana attraverso la Val di Lima il cui percorso fino ad oggi non è stato ben definito), raffigurante un ornamento floreale, indicherebbe il presunto albero del mondo (l’albero della vita)

 

Borghi   Home   Info