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Bagni di Lucca
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I borghi di Bagni di Lucca
Pag.2 Casoli val di Lima (la storia - Le chiese - Centro astronomico celtico - Le vestige Longobarde)
Pag.3 Granaiola   Monti di Villa (Lugnano - Bugnano - Riolo)
Pag.4 Controni (Pieve di Controni  San Cassiano di Controni  Cembroni  Cocolaio  Livizzano  Cappella  Campiglia  San Gemignano  Gombereto  Guzzano  Longoio  Mobbiano  Vetteglia
Pag.5 Lucchio (La storia - La rocca)
   
   
Pag.1
Casabasciana    Crasciana    Cocciglia   Limano    Lugliano    Palleggio   Vico Pancellorum
Casabasciana
Casabasciana
Casabasciana, deve il nome a un colono romano , un certo Bassius che vi andò ad abitare “Casa-Bassianus” (capanna di Bassius), la prima traccia storica scritta del borgo, la troviamo in una pergamena datata 737, nella quale Filimari figlio di Autari, dona ai fratelli Sichipert, Sichifridi e Causule (divenuti suoi figli adottivi) dei beni, posti “In Loco Qui Vocitatur In Cerquieto Parte”, la località “Cerquieto”, posta poco distante dall’odierno paese, dove sorge la vecchia chiesa di S.Lorenzo oggi abbandonata, risulta essere anche il toponomio del comune di Bagni di Lucca, con la più antica documentazione, , in seguito in un documento datato 913 Casabasciana la troviamo inserita nel “Fines Controne” sotto la giurisdizione del “Castrum Controne”.
Nell’XI secolo, il borgo fece parte di una donazione fatta dalla Contessa Matilde in favore del Papa, finendo così per un certo periodo, sotto l’influenza della chiesa contrapponendosi all’impero, nel 1228, i suoi nobili feudatari i Porcaresi, coinvolti nell’allora lotta fra chiesa e impero confermarono, al Legato Pontificio Cinzio ( o Cencio), inviato in Garfagnana (Barga), il giuramento di fedeltà al Papa.
Il borgo, divenuto in seguito feudo dei Lupari,  cercò di sottrarsi vanamente alla giurisdizione della Repubblica di Lucca, che riuscì ad assoggettarla alla fine del XIII secolo, nel 1316 Castruccio Castracane divenuto signore di Lucca, spogliò dei suoi beni Lupo Lupari, l’allora signore di Casabasciana, inserendo il borgo nella Vicaria della Val di Lima, legandolo definitivamente nel bene e nel male, alle sorti di Bagni di Lucca suo attuale capoluogo comunale. Nella storia di questo piccolo borgo di montagna, anche la chiesa occupò un posto rilevante in Val di Lima, dedicata ai Santi Quirico e Giuditta “Ecclesia S.Quirico et S.Giulitta”, fu una delle tre pievanie della valle “Plebes de Casabasciana”. (vedi scheda)
 
Altre foto   Campanile    Fontana    Oratorio Madonna del Roserio     Sentiero per Pieve Vecchia     Vicolo n1     Vicolo n2    Vicolo n3    Vicolo n4
 Vicolo n5    Vicolo n6     Vicolo n7      Vicolo n8
Casabasciana La Pieve Vecchia
Il castello di Casabasciana
Il castello di Casabasciana, edificato intorno al X secolo, occupò un ruolo importante in quel tratto di montagne contese ai pistoiesi, le frequenti liti costrinse la Repubblica di Lucca a intervenire più di una volta, nel 1385 lo restaurarono completamente e solo nel 1648 ritirarono la guarnigione posta a guardia del territorio. Dell'antico castello sono rimaste poche tracce, Porta Ombrici è l’unica porta rimasta integra fino ad oggi delle altre porte conosciamo solo l'ubicazione, "Porta Bardella" sorgeva sul lato sud-est e l'ultima probabilmente detta "Aia alla Porta" era posta all'inizio della via che conduceva alla Pieve Vecchia, il palazzo adiacente a quest'ultima porta ospitò per un certo periodo il Vicario della "Vicaria “Terrarum Civium et Vallis Limae”, il castello che disponeva anche di una piccola via di fuga (N°1 - N°2) ricavata nella cinta muraria e di una rocca il cui ingresso è ancora ben visibile, fu anche sede di uno dei più antichi Comuni della Val di Lima.
Porta Ombrici Dove era collocata Porta Bardella Ingresso rocca
Crasciana
CrascianaCrasciana, come molti paesi della Val di Lima, è contraddistinta da un toponomio d’origine romana, derivante in genere dal nome di un colono possessore di un “Fundi”, in questo caso il colono era un certo Carsius e la località assunse il nome di “Carsius-anus”, che divenne in seguito: Carciana, Carsiana e infine Crasciana.
La prima traccia scritta, su un documento che attesti l’esistenza di un primo nucleo abitato, in quel luogo la troviamo all’interno di una pergamena datata 824, dove il vescovo di Lucca Pietro allivella dei beni, a un certo “Luppolo de Marciana”, un’altra testimonianza è data da una pergamena datata 902, dove il vescovo Pietro II (896-933) allivellò per un censo di 5 denari d’argento, una parte di alcuni beni “In Loco et Finibus Carsiana” ad Ardimanno del fu Adoprando.
A Crasciana, verso il X secolo venne costruito un castello per difendere il borgo e le sue terre, dall’incursioni e scorribande dei pistoiesi, che sobillati spesso dai fiorentini valicavano le montagne per “arrecar danno al contado lucchese”, come accadde all’inizio del 1227, quando i pistoiesi con Eberardo castellano di S.Miniato, radunato un esercito iniziarono a invadere e saccheggiare le terre fedeli all’impero in quel periodo, fra le quali Crasciana, finita sotto l’influenza lucchese (da allora seguirà le sorti di Lucca fino ai giorni nostri), l’imperatore Federico II venuto a sapere del fatto, il 13 ottobre scrisse una lettera da foggia al comune di Pistoia, lamentandosi dell’accaduto e chiedendo un risarcimento per l’offesa e il danno arrecato alle terre poste sotto la sua tutela, cosa che avvenne il 27 marzo 1230, per mano di Beltedesco del fu Leonardo “Solvente Nomine Comunis Pistorii”.Crasciana
In alcuni documenti ritrovati del 1338, viene raccontato di un tentativo dei fiorentini di assalire Crasciana, dopo aver radunato i loro uomini a Castelvecchio in Valeriana, il capitano dei lucchesi Scannabecchi, scrisse al Vicario Veglio di Veglio: “Armi Scripto Vinoreso Castellano di Cresciana Che Nella Montagna di Pistoia et a Chastelvecchio si Rauna Gente per Venire a Carciana……” Nel XVII secolo la repubblica di Lucca intervenne più di una volta per sedare delle liti, alcune sfociate in omicidi, fra gli uomini di Crasciana e quelli Castelvecchio e S.Quirico di Valeriana, ubicati nel versante pistoiese. Oggi dell’antico castello non vi è più traccia, fatta eccezione di una porta presso la chiesa, nonostante sia stata rimaneggiata nel tempo, alla sua destra conserva sempre due feritoie ( n1- n2 ) per la sua difesa, analizzando l’ubicazione, la sua posizione e le sue fattezze, parrebbe trattarsi della porta della rocca e non del castello.
La chiesa parrocchiale del borgo, in origine era posta in un luogo isolato, tra le selve poco più in basso del paese, dedicata a S.Frediano e appartenente alla “Plebes de Casabasciana” (oggi viene chiamata comunemente “Del santo alla Villa”), venne edificata intorno al XII secolo, in seguito con lo sviluppo del borgo, la comunità decise di costruirne una nuova nel XIV secolo, in un luogo più sicuro, vicino alla rocca, dedicandola ai Santi Jacopo e Frediano,
Da visitare:   la chiesa Del Santo alla Villa e l'intero borgo
Altre foto     Il campanile      Vicolo n1      Vicolo n2      Vicolo n3       Vicolo n4
Cocciglia
Cocciglia
Questo piccolo borgo, che deve il nome al colono romano Cocilius, possessore di un “Fundi”, è ricordato per la prima volta in una pergamena datata 985, che lo indica come “Villa” appartenente alla pievania di Casabasciana, altre tracce del borgo, le ritroviamo in una pergamena del 1105, nella quale la contessa Matilde, trovatasi a Pieve Fosciana (Villa Faxano), assicurò all’abate Pietro del monastero di Pozzeveri una rendita da alcuni beni posti a “Cocilia”.
Cocciglia, posto poco più in alto del torrente Lima, là dove la valle inizia ad aprirsi e all’uscita del canyon conosciuto come “le strette di Cocciglia” n1 - n2 ( il lato est del paese si erge sopra l’ultimo sperone di roccia che lo forma), per secoli ha espletato la funzione di sentinella in quella parte della Val di Lima, facente parte dell’antico feudo longobardo della potente famiglia dei Porcaresi, al tentativo dei lucchesi di estendere il loro dominio in Val di Lima, cercò di sottrarsi rifugiandosi sotto l’influenza della chiesa, nel 1226 i Porcaresi rinnovarono il giuramento di fedeltà alla chiesa, dinanzi al nunzio Cinzio inviato da Papa Gregorio IX, in Garfagnana per contrastare l’autorità dell’impero (la Repubblica di Lucca alleata di Federico II, in quel periodo subì anche la scomunica).
Verso la fine del XIII secolo, finì inesorabilmente sotto la giurisdizione di Lucca, condividendone le sorti fino ad oggi (Cocciglia nel 1308 la troviamo inserita nello statuto della Vicaria della Val di Lima).
Oggi visitando il paese possiamo vedere sempre alcune tracce del castello, appena inoltrati nel borgo ci imbattiamo in due porte la prima inglobata in una casa probabilmente appartenente alla cinta muraria mentre la seconda analizzando la posizione e il tipo di feritoia predisposta alla sua difesa fa pensare all’ingresso della rocca, nella parte più in alto presso la torre d’avvistamento ( adibita in seguito a campanile), sono visibili sempre alcuni tratti delle mura (n1 - n2)
La chiesa parrocchiale di Cocciglia, in origine intitolata a S.Michele come risulta dall’elenco delle chiese della diocesi di Lucca del 1260 “Ecclesia S.Michaelis de Cocilia”, era l’odierno oratorio di S.Michele, edificato presubilmente intorno al XIII secolo, in seguito per motivi di sicurezza ne venne edificata una nuova (XIV sec.) all’interno del castello, intitolata a S.Bartolomeo, il suo campanile (1498), venne utilizzato come torre d’avvistamento del “Castrum”.
Nel 1532 in località “Ponte Nero”, all’inizio del ponte sul torrente Lima, attraversato da un’antica via di comunicazione, che collegava le terre pistoiesi con la Val di Lima, passando dal paese di Casoli, venne costruito un altro Oratorio, intitolato a S.Rocco fornito di una loggia come rifugio per i viandanti.
Da visitare:  Le strette di Cocciglia, l'intero borgo e l'oratorio di S.Rocco
Altre Foto      Arco     Vicolo n1     Vicolo n2
Limano
Limano
Limano è fra i più antichi borghi della Val di Lima, arroccato ai piedi dell’Appennino, i suoi primi insediamenti umani risalgono al Paleolitico Superiore, come dimostrano alcuni reperti archeologici rinvenuti all’interno di una grotta, in località Pontemaggio (poco più in basso del Borgo), nonostante ciò però come molto spesso accade, per la scarsità di documentazioni antecedenti al mille, le prime notizie storiche documentate che confermano l’esistenza del borgo le troviamo verso la fine del X secolo, all’interno di una pergamena datata 18 marzo 943, dove il Rettore della “Pieve di Vico Pancellorum”, un certo Lamberto figlio del fu Romano allivellò dei beni posti in “Limanum” ad Andrea e Pietro figli di una certa Cristina.
Antico feudo Longobardo dei Suffredinghi all’affacciarsi in Val di Lima dei lucchesi, cercò invano di sottrarsi al loro dominio, a nulla valsero l’alleanze stipulate con Pisa e il Papa, durante la lotta che coinvolse Federico II e Papa Gregorio IX, all’inizio del XIII secolo finì inesorabilmente sotto la giurisdizione di Lucca, che per amministrarlo lo inserì nella Vicaria della Val di Lima.
Nel XIV secolo durante la lotta fra Guelfi e Ghibellini, il castello di Limano lo troviamo in mano di Luporo Lupari, signore di Benabbio di fede Ghibellina che aiutando il Pisano Uguccione della Faggiola contribuì alla caduta di Lucca Guelfa, divenendo in seguito amico e sostenitore di Castruccio Castracane, amicizia che verso il 1323 per una questione di soldi finì bruscamente, Castruccio per rappresaglia invase e scacciò Luporo Lupari dalla Val di Lima assoggettando tutte le sue terre compreso Limano.
Alla morte di Castruccio Limano con il resto della valle finì per un breve periodo sotto il dominio dei pisani che per amministrarla istituirono la “Vicaria della Valeriana e della Val di Lima” con sede nella fortezza del Cerruglio a Montecarlo, il dominio pisano terminò nel 1369 con l’arrivo a  Lucca dell’Imperatore Carlo IV che liberò la città e il suo contado.
All’inizio del XV secolo la Repubblica di Lucca temendo un’offensiva Fiorentina in Val di Lima fece ristrutturare la sua rocca rifornendola di munizioni, precauzione che servì a poco, nel 1428 i fiorentini con un colpo di mano riuscirono ad impossessarsi di Limano occupandolo fino alla firma della pace fra le due città e dopo averne ratificato la sua liberazione nel 1442 a Benabbio.
La chiesa parrocchiale “Ecclesia S.Martini de Limano”come viene citata nel catalogo degli estimi delle chiese della diocesi di Lucca del 1260 dipendeva dalla Pieve di Vico Pncellorum “ Plebes de Vico Pancelloro”, avendo una rendita di poco inferiore alla sua Pieve dimostrandosi ricca e florida.
La primitiva chiesa sorgeva presso all’attuale chiesa della Madonna delle Grazie edificata verso la fine del 1600 con il materiale rimasto dell’antica chiesa patronale in rovina, che fu  ricostruita a tre navate nella parte in alto del paese in epoca rinascimentale.
All’interno della piazza chiamata  Gave accanto alla fonte pubblica (XVI sec.) sorge un altro edificio di culto un piccolo oratorio dedicato a S.Lucia della fine del 1500.
Da visitare: L'intero borgo e le sue montagne, accessibili tramite sentieri adatti a tutti e ben segnalati
Altre foto:    Limano       Torre-campanaria        Fontana       Antichi portali   N° 1 - N° 2 - N° 3 - N° 4       Madonna delle Grazie  Chiesa - Porta ingresso
Panorama  Levanta - Ponente         Vicolo  N° 1 - N° 2 - N° 3 - N° 4 - N° 5 - N° 6 - N°7
Lugliano
Lugliano
Il borgo di Lugliano, prende il nome da un certo Lollis, colono romano insediatosi in quel luogo, in epoca tardo imperiale (Fundus Lollius - anus ) e compare per la prima volta, in un documento del 853, nel quale il vescovo di Lucca Geremia allivellò (in loco Lullianus) una casa e delle terre per 60 denari d’argento, a due fratelli Lupoloe Leoprando,.mentre in una pergamena del 1062, “in loco Lullano” risultano gia esserci sei case, che vengono allivellate da Alessandro II (Papa dal 1061 ex vescovo di Lucca  Anselmo II da Baggio), a Ildebrando e ai suoi fratelli Enrico e Sigifredo.
Fece parte del “feudum Suffredingorum”, sotto la potente famiglia longobarda dei Suffredinghi, fino al 1209, quando all’affacciarsi dei Lucchesi  in Val di lima, per contrastarli si schierarono con i Pisani. Dopo la cacciata dei Suffredinghi Lugliano divenne feudo imperiale e nel 1244 l’imperatore Federico II di Svevia, lo cedette al comune di Lucca che lo governò tramite la “Vicaria della Val di Lima”, ponendolo sotto l’amministrazione di Bagni di Lucca, suo attuale capoluogo comunale, col passare dei secoli l’antico castello non ricoprendo più un ruolo strategico venne privato delle guarnigioni e smantellato, oggi le poche tracce rimaste della rocca, si riducono a dei tratti di mura utilizzati come fondamenta in alcune case.
Verso la fine del X secolo a Lugliano, oltre ai Suffredinghi un’altra importante casata longobarda entrò in possesso di terre, i Corvaresi (in seguito diverranno consorti degli stessi Suffredinghi), che ottennero in allivellamento un terzo dei beni e delle rendite della chiesa di S.Martino, attraverso un certo  Fraolmo del fu Fraolmo (il visconte Fra olmo), insignito “vicecomes”, probabilmente dallo stesso Ottone I, in occasione di una sua visita a lucca
Su un colle, tra Lugliano e Benabbio  immerso in un bosco di castagni, intorno alla chiesa S.Marmerto, sorgeva un piccolo paese “la Villa di Cerbaiola”, che venne completamente distrutto dai fiorentini in guerra con Lucca, nel 1334.
La chiesa di Lugliano, originariamente dedicata a S.Martino”, apparteneva alla “Plebes de Controni, già esistente nel 983, in seguito venne intitolata a S.Jacopo, come risulta nel catalogo della diocesi di Lucca del 1260 “Ecclesia S.Iacobi de Luliano”, nel corso dei secoli la chiesa ha subito alcuni ampliamenti, che ne hanno modificata l’antica struttura, un primo ampliamento venne eseguito nel 1118, in epoca imprecisata venne rialzato il tetto, nel 1854 fu dotata di una soffittatura a volte che nascose le travature lignee a capriate  e venne ampliato, l’abside e infine nel 1915 venne rifatta la pavimentazione e la facciata..
Da visitare:   l'intero borgo
Altre foto   Il campanile   vecchia casa   Vicolo n1   Vicolo n2   Vicolo n3    
Palleggio
PalleggioIl Borgo di Palleggio, prende il nome da Panuleius, colono romano insediatosi in quel luogo nel periodo tardo-imperiale, antico feudo dei Suffredinghi “Feudum Suffredingorum”, per un breve periodo fece parte anche del feudo di un’altra potente famiglia Longobarda i Corvaresi, come risulta da due pergamene datate 983 e 987.
Verso la fine del X secolo nella Val di Lima “Suffredinga”, si affacciò una nuova famiglia, i Corvaresi, che tramite il visconte Fraolmo del fu Fraolmo nel 983 ottenne in allivellamento dal vescovo di Lucca Teudigrimo (983-987), una parte di alcuni beni appartenenti alla chiesa di S.Gemignano di Controne “ In Loco et Finibus Dicitur Paesano”, fra i quali figurava Palleggio “Panulegio”.
Nell’agosto del 1047, il feudo dei Corvaresi “Feudum Corvariensium” in Val di Lima ebbe fine, per mano del vescovo di Lucca Giovanni II (1023-1056), durante una sua visita alla pieve di S.Gemignano, con degli atti offrì i beni allivellati un tempo a Fraolmo a uomini di altre famiglie, in uno di questi atti risulta allivellare i beni di Palleggio “Ville de Panuleio”, ai fratelli Tassimanno e Pietro figli del defunto Sonardo.
Nel XIII secolo, il borgo finì sotto il dominio lucchese, che per amministrarlo lo inserì nella Vicaria della Val di Lima, legando il suo destino definitivamente a Bagni di Lucca, suo attuale capoluogo comunale.
La sua chiesa parrocchiale dedicata alla S.Maria Assunta, in antichità apparteneva alla pievania di Controni “Plebes de Controni” come risulta dal catalogo delle chiese di Lucca del 1260 “Ecclesia S.Maria de Palleggio”, della primitiva struttura rimangono solo poche tracce inglobate in alcuni tratti dell’attuale chiesa e il suo campanile era l’antica torre d’avvistamento del castello, posta a guardia del sentiero che collegava attraverso l’Appennino il versante modenese con la Val di Lima (lungo questa via poco distante da Palleggio in località “Pian di Scalchi”sorge l’oratorio di S.Maria della Quercia del XVI secolo).
Da Visitare:    Il borgo
Altre foto       Palleggio N°1 - N°2         Campanile          Loggiato Oratorio S.Maria          Vicolo  n°1 - n°2 - n°3 - n°4 - n°5 - n°6
Vico Pancellorum
Vico PancellorumVico Pancellorum, antico “Vicus” romano sorto lungo le pendici del monte Balzonero (oggi oasi protetta), è uno dei paesi più antichi della Val di Lima, le prime notizie del borgo le troviamo all’interno di una pergamena dell’873, nella quale viene citata la sua pieve “Plebem e S.Pauli in Vico Panucelorum”, chiesta al Vescovo di Lucca Gherardo I, in allivellamento da un certo Alpari (un sacerdote), altre notizie si avranno intorno al Mille, ma anche queste sempre legate alla sua Pieve (storia Pieve)
Fortificato da un castello già da prima del Mille, appartenne per un lungo periodo al feudo dei Porcaresi e come gli altri castelli vicini fra il XII e XIII secolo lottò a lungo nel tentativo di sottrarsi al dominio lucchese, a nulla valse il giuramento di fedeltà a Papa Gregorio IX fatto dai suoi Signori alla presenza del Nunzio Apostolico Cinzio intorno al 1228.Pieve romanica di S.Paolo, Vico Pancellorum
La Repubblica di Lucca, rimasta coinvolta nelle dispute fra il Papa e l’Imperatore Federico II, dopo esser incappata per ben due volte, anche nella scomunica papale, riuscì ugualmente ad impossessarsi della Val di Lima, la documentazione pervenutaci non consente di stabilire l’anno dell’assoggettamento di Vico Pancellorum, ma in un documento del 1240 riguardante una controversia arbitrata dal Podestà di Pistoia, Vico Pancellorum risulterebbe ancora Comune libero e posto sotto la tutela del Papa, mentre nello Statuto Lucchese del 1308 il borgo lo troviamo già inserito nella Vicaria lucchese della Val di Lima “Vicaria Terrarum Civium et Vallis Lime”.
All’inizio del 1300, Vico Pancellorum fece parte del feudo di Lupo Lupari Signore di Benabbio e amico del condottiero lucchese Castruccio Castracane, che nel 1323 dopo esser caduto in disgrazia per una questione di denari, verrà cacciato dalle sue terre dallo stesso Castruccio, con la morte del  Castracane Lucca finì alla merce del migliore offerente e la Val di Lima subì una serie di scorrerie Fiorentine, nella primavera del 1337, Vico Pancellorum venne assalito dalle soldatesche fiorentine provenienti dalla montagna pistoiese.
Sotto la Signoria lucchese di Paolo Guinigi, Vico Pancellorum vivrà alcuni anni di pace, che termineranno nel 1430 con la caduta del Guinigi, ancora una volta i castelli lucchesi diverranno terra di conquista per fiorentini, pisani e per i loro allleati, poi con l’aiuto dei denari e le molteplici trame politiche, intrecciate dai lucchesi nelle principali corti Italiane ed Europee, i lucchesi dopo pochi anni riuscirono a riprendersi definitivamente le terre della “Vicaria della Val di Lima” e Vico Pancellorum da quel momento condividerà la sorte con Bagni di Lucca, inizialmente sede della sua Vicaria, poi suo capoluogo comunale.
Da Visitare: l'antica Pieve Romanica e l'oasi naturale "Balzonero"
Altre foto       Vico Pancellorum N°1 - N°2              Oratorio SS.Crocifisso N°1 - N°2            Antichi stemmi N°1 - N°2 - N°3
Vicolo  N°1 - N°2 - N°3 - N°4 - N°5 - N°6 - N°7 - N°8 - N°9 - N°10 - N°11

 

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